La prima testimonianza fotografica del 1910

La nostra storia

Nel 2019, la nostra  Società  Filarmonica ha raggiunto il notevole traguardo dei 150 anni di vita.
 

É nata infatti nel lontano 1869, ma le sue radici partono da un’attività musicale che già esisteva negli anni precedenti e che appunto porta alla decisione dei nostri antenati di costituire una “Società  Filarmonica" che  nasce  così, ufficialmente, il 22 Agosto 1869.

Alla carica di Presidente viene eletto il maestro della Scuola Elementare del paese, Innocenzo Tarlao.

A  quel tempo Ronchi profumava di fieno, di erbe e di fiori e pergole d’uva ombreggiavano le case e i cortili. Le strade erano  in terra  battuta e carri trainati da cavalli o manzi passavano lenti.

É un  piccolo paese Ronchi, ma il suo complesso bandistico diretto dal maestro Pietro Falconer è uno dei migliori della provincia. Ed è proprio nella stessa Ronchi che Falconer trova competizione, talvolta persino un po’ tempestosa, con una seconda banda musicale diretta dal maestro Guglielmo Kubik che, prima di arrivare a Ronchi, aveva diretto un complesso della Marina Austroungarica nell’importante Arsenale di Pola.

"Cussì ta i do maestri… tuti do importanti... de sicur no coreva bon sangue e proprio pa ‘na storia de preferenze, par che sie stada ‘na sarta de San Vido che la ga tirà le forbise a un sonador che’l voleva gambiar banda…".

Un atto tragico, commesso da una ragazza che vibra una sforbiciata ad un suonatore che voleva passare all'altra banda, notizia che viene riportata dal giornale locale. E così a forza di trombe e tromboni, nel 1911 la Filarmonica si divide in due: una parte rimane con il maestro Falconer, prendendo il nome “Banda Falconer”, l’altra, collegata alla Filarmonica presieduta da Tarlao, è affidata al maestro Guglielmo Kubik.

Nell’agosto del 1912 l’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe eleva il “Villaggio” di Ronchi al rango di Borgata. É un’occasione importante per tutte due le Bande ed entrambe presentano il loro inno a Ronchi. La Banda Falconer “No se era che vilagio”

parole di Luciano Miniussi, musica di  Leonardo Vinci. La Filarmonica con il maestro Kubik presenta “Ronchi borgata di sole", parole di Innocenzo Tarlao, musica di Guglielmo Kubik. In quello stesso periodo, fra il 1910 e il 1911, c’è la sorpresa a Ronchi di un terzo complesso bandistico che nasce per volontà di un gruppo di giovani musicisti che abbandonano la Filarmonica, presieduta da Tarlao.

Sono diretti dal maestro Giuseppe Deiuri.

“…e pa le prove i se trovava ta la casa de Cuntin…a Santa Crose…”

Saranno proprio loro a battezzare il nuovo complesso “Filarmonica  Giuseppe Verdi”.

In quegli anni, dunque, Ronchi vanta un’entusiasmante attività musicale, che però l’assassinio a Sarajevo di Francesco Ferdinando d’Austria nel 1914 e la  violenza della guerra che l‘anno dopo arriva anche fra le nostre case, distruggerà quasi del tutto.

A fine conflitto Ronchi non è più territorio Austriaco. É diventata terra italiana. La Banda Falconer non esiste più, e nemmeno la Filarmonica del Presidente Tarlao.
 

Ma tra le macerie è rimasto vivo l’amore per la Musica e da queste riparte la Filarmonica, reintitolata nel 1921 “Giuseppe  Verdi” e, grazie alla passione "…de l’eletto Presidente Candido Miniussi… che ’l sonava ta la banda e de mistier l’era Peck…”, vengono rimesse in piedi  la Banda e un complesso vocale-strumentale, riaffidati a Guglielmo

Kubik, che quasi subito lascia la direzione al figlio Rodolfo Kubik, mentre lui, zitto zitto, se ne va per dirigerne un’altra, esistente in Ronchi sin dal 1920, chiamata “Banda Fiurini”, ed è con questa presente  il 24 Maggio 1923 all’inaugurazione del primo Cimitero

Monumentale ai Caduti, sul Colle Montagnola di Redipuglia "…pa’ l’ocasion al Gulielmo - scrive Toni Lorenzut che poi andò in Argentina, come i Kubik - che ’l voleva far bela figura, al veva ciamà sonàr cun la banda Fiurini anca so fio Rodolfo... parché era presenti anca ‘l Duca Emanuele de Savoia e ‘l Duce…Benito Mussolini".
 

Non è solo musicale, la storia della nostra Filarmonica che subisce gli eventi del tempo, affrontando tanti  momenti difficili, ma anche tanti momenti esaltanti. Ed è grazie all'impegno e alla passione dei vari Presidenti che, dopo la Prima Guerra Mondiale, la società riprende vita, anche se a causa di precisi indirizzi politici la banda è obbligata a diventare “Fanfara”. É diretta da Giuseppe Deiuri, il Coro viene invece affidato a Dino Salvador.

 

Nel 1940  scoppia il Secondo conflitto mondiale e anche Ronchi vive quel dramma e poco dopo quello delle deportazioni. Il dopoguerra è duro, ma nel 1947 rinasce ancora una volta la Filarmonica, retta da Arno Blasig. Nel 1950 viene riaffidata a Candido Miniussi, nel ‘52 viene eletto Michele Ceschia, dal 1955 al 1974  Giovanni Augelli e dal 1975 al 1994 Marino Boscarol. Quindi nel 1995 Andrea Carinato e, nel 2001, a segnare una  tappa storica, viene eletta Presidente Cristina Visintini, la prima Presidente donna nella storia della Filarmonica, seguita nel 2007 da Federica Franceschin, mentre dal 2009 al 2011 torna Carinato e dal 2013 subentra David Cusimano, giovane Presidente e serio bandista, come tutto il gruppo di giovani che lo attornia.
 

Legata alla storia dei Presidenti, quella dei Maestri: quelli della Banda e quelli del Coro.

Una storia particolare quella dei Maestri alle prese spesso con difficili problemi, ma anche con entusiastiche, incredibili affermazioni. Nel dopoguerra del secondo conflitto, in seno alla Filarmonica si è  appena riformato il Coro affidato a Dino Salvador che, nel 1946, subito lo impone fra i Cori della Regione. E lungo il tempo altri Maestri a dare la loro impronta a quello che è Coro maschile poi Misto, poi Femminile e poi ancora Misto.

Si susseguono nel tempo i maestri Alfredo Conelli, Aldo Policardi, Eliseo Claudi, Giuseppe Calligaris, Orlando Dipiazza e Giorgio Kirschner che nel 1959 porta il coro a traguardi di valore internazionale: nel 1963 al Concorso Internazionale “Guido d’Arezzo” è proprio il nostro Coro a portare l’Italia nella classifica per Nazioni, al secondo posto su dodici Nazioni partecipanti. Direttori maschili del coro furono anche (in ordine cronologico) Claudio Bilucaglia, Dino Spanghero, Gabriele  Pisani, Ivan Mignozzi, Narciso Miniussi, Francesco Valentinsig, Franco Ciut, Giancarlo Bini.

Capitolo importante sono le insegnanti donne, che costituiscono una parte importante della storia musicale della Verdi sia con la loro capacità direttiva, sia con la loro sensibilità: (in ordine cronologico) Sonia Magris Sirsen, Gianna Visintin e Iris Caruana che 1972  crea la sezione “Voci Bianche” con cui partecipa al “Concorso  Nazionale  Guido Monaco” nel 1980 a Prato, in Toscana ottenendo un ottimo piazzamento.

Dopo di lei c’è l’impegno di Maria Teresa Tomatis, Nicoletta Sgorbissa, Teresa Caliari. Ma ci sono anche Marta Furlan, Elisabetta Taverna, Elisa Ulian che  si troveranno a  dirigere entrambi i Cori, e ancora Franca Zanolla, Diana Mian, Francesca Moretti.

Dal 2019 il coro misto è diretto da Salvatore Moretti.

Negli anni '50 varie traversie spengono lentamente l'attività della banda, ma esiste un debole lumicino che  l’impegno di Michele Ceschia riaccende negli anni ’70, con l’apporto del Sindaco di Ronchi, Umberto Blasutti e Giorgio Tesolin, Renato Burigato e Amerigo Visintini per la Pro Loco. Ben 157 ragazzi partecipano ai corsi di musica ad indirizzo bandistico, seguiti dagli insegnanti Pio Novati, Giuseppe Cerlenco, Oliviero Scarpa, Arrigo Mininel, Luigi Bello, Danilo Bussani, Paolo Orietti, Giorgio Marcozzi, Mario Mininel, Valerio Angelini, Sergio Visintin e la "nuova" banda viene affidata al maestro Pino Vatta. Nel Concerto di  Natale del  26 dicembre 1976, per l’orgoglio del Presidente Marino Boscarol e dell’intera Filarmonica, Pino Vatta e i suoi collaboratori presentano una prima cinquantina di giovani esecutori.

Il 3 novembre 1977, sul filo di un rinnovato entusiasmo, la Società Filarmonica "Giuseppe Verdi" presenta ufficialmente nella Sala Lucky Club il nuovo complesso.

A Pino Vatta succede nel 1987 Giovanni Tomatis. Nel 1990 la direzione passa ad Enrico Visintin e nel 2008 al maestro Fulvio Dose. Dal 2013 la banda è diretta dal maestro Alessandro Vigolo fino al 2018, anno in cui subentra la prima direttrice donna della banda, la maestra Fulvia Antoniali.


Una storia lunga, quella della Società Filarmonica Giuseppe Verdi, che ha contato sull'aiuto anche di tanti amici purtroppo scomparsi, fra i quali Fiore Fumis, Ermanno Capello, Ezio Zorzin, Mariucci Mazzuchin, Luisa Deiuri, ma anche i giovanissimi Livia e Fulvio, fidanzati morti insieme in un incidente stradale e Manuela Zotti, giovane mamma.

Adriana Visintini, Piero Bonetti e Paolino Zonta coristi affezionati e immancabili che restano nei nostri cuori.

Questa la nostra storia, raccontata in breve, che potrete leggere in modo più ampio nel libro scritto da Amerigo Visintini in occasione del 140° Anniversario della nostra Società.

Se vi fa piacere potrete averne una copia contattandoci.

La Passione

per la Musica

attraverso

150 anni di Storia